Scrittura digitale o manuale
La scrittura è cambiata: i dispositivi elettronici hanno soppiantato la scrittura manuale e la loro comodità è innegabile. Questo cambiamento sta coinvolgendo anche le arti grafiche: in molti casi si è passati dal tavolo da disegno al dispositivo elettronico dedicato, progettato e sviluppato per l’elaborazione e la produzione grafica.
Sommario
Torna all’inizioFino a qualche tempo fa era soprattutto la scrittura ad aver cambiato mezzi e strumenti, con l’avvento dei personal computer che hanno soppiantato le macchine da scrivere, rendendole lentamente obsolete. L’ avvento di tablet sempre più economici e performanti ha contribuito ad accelerare questo cambiamento.
Dalla scrittura alla lettura il passaggio è stato un po’ più lento, ma progressivo: i lettori di libri digitali, i cosiddetti e-reader, si sono diffusi un po’ per moda e un po’ per praticità.
Più lentamente, ma direi inevitabilmente, lo stesso processo di trasformazione con il passaggio agli strumenti digitali sta avvenendo anche per il disegno e le arti grafiche; è già avvenuto da moltissimo tempo per i professionisti della progettazione: ingegneri, architetti, geometri, grafici ecc. Resistevano gli “artisti” del disegno, della pittura, ma ormai anche in questo settore l’uso di dispositivi digitali sta diventando preponderante, aiutato dall’evoluzione della tecnologia. I moderni dispositivi sviluppati per disegnare diventato sempre più comodi e facili da usare ed il loro prezzo si sta riducendo tanto da essere interessante anche per gli appassionati che disegnano per hobby e non per lavoro.
Andiamo con ordine e riflettiamoci insieme.
Torna all’inizioScrittura nell’era digitale
Ci siamo abituati ad usare computer, tablet e smartphone, per scrivere lettere e messaggi e sempre più persone usano dispositivi elettronici al posto dell’agenda.
Sono in molti a prendere appunti direttamente su dispositivi elettronici anziché su block-notes, agende, quadernoni ecc.
Gran parte degli studenti, soprattutto universitari e degli istituti superiori, ma anche moltissimi professionisti scrivono direttamente sui dispositivi elettronici per non dovere più trascrivere i propri appunti scritti a mano. In questo modo si hanno a disposizione documenti digitali pronti per essere rapidamente impaginati, stampati e condivisi.
La penna è stata ormai quasi relegata ad un uso occasionale sebbene fosse un oggetto che per alcuni aveva un valore ed un’importanza maggiore di quello che era la sua funzione. Le pregiate e preziose stilografiche, le penne d’oro e d’argento di marchi blasonati, ormai non destano più grande interesse nella maggior parte delle persone, ma rimangono nel cuore e nelle mani di pochi affezionati estimatori; per gli altri è un semplice “utensile” da usare occasionalmente, al bisogno.
Torna all’inizioLettura nell’era digitale
Sta cambiando anche la lettura: gli ebook e gli e-reader hanno conquistato il cuore di tanti amanti della carta stampata ed al tempo stesso hanno avvicinato alla lettura tanti amanti della tecnologia e delle mode: l’uso del dispositivo più moderno ed evoluto è sicuramente di moda! Protagonisti del jet-set sfoggiavano i primi lettori, cantandone le lodi, sentendosi pioneri orgogliosamente protagonisti di un cambiamento epocale.
La diffusione degli e-reader è sempre maggiore: iniziata come una moda, ha avvicinato alla lettura molte persone. La loro praticità è innegabile: consentono di portarsi dietro agevolmente una intera biblioteca con l’ingombro ed il peso di un libro tascabile. Non bisogna più scegliere che libro portare: la nostra biblioteca è tutta nel dispositivo. Sia che si legga per piacere su una panchina del parco o su lettino sotto l’ombrellone, sia che si legga per lavoro o per studio, tutto ciò che occorre è nelle proprie mani.
Adesso che il collegamento alla rete è facilmente accessibile a tutti tramite il Wi-Fi, i libri che non sono nel dispositivo possono essere scaricati in pochi secondi dal cloud: libreria e biblioteca virtuale che ognuno di noi può crearsi. Moti venditori la mettono a disposizione gratuitamente. L’aspetto economico è tutt’altro che trascurabile: in alcuni casi i libri in formato digitale arrivano a costare un decimo di quelli in carta. Addirittura, si possono avere intere bibliografie di autori classici per meno di 2€!
D’altra parte, il mondo istituzionale e quello commerciale spingono verso la digitalizzazione della lettura. Sempre più spesso i documenti vengono forniti “dematerializzati”, come si usa e piace dire, cioè in forma digitale. Molte aziende distribuiscono contratti e note informative nel famoso formato pdf: un formato nato per la memorizzazione di file su computer e diffusosi su tutti i dispositivi. Questo passaggio della documentazione dalla stampa al mondo digitale è stato denominato dematerializzazione ed è auspicato ed incentivato in primis dal mondo degli enti pubblici e della burocrazia. Da anni esistono enti preposti ad incentivare e governare questo passaggio; per citarne uno per tutti, basti pensare all’AGID, Agenzia per l’Italia Digitale.
Torna all’inizioDisegno nell’era digitale
Per quanto riguarda il disegno è necessario fare delle distinzioni, almeno tra disegno tecnico, commerciale ed artistico.
Torna all’inizioDisegno tecnico
I software per la progettazione tecnica sono stati i primi ad apparire sul mercato ed hanno dato una svolta importante: la potenza di calcolo dei computer è stata sfruttata per la progettazione tecnica, sia per il calcolo che per il disegno. Questo nuovo strumento di lavoro si è così radicato nel mondo tecnico che, ad esempio, attualmente si è integrata digitalmente la progettazione, la realizzazione e la manutenzione degli edifici in quello che si chiama BIM, acronimo di Building Information Modeling, che in italiano si può tradurre: Modellizzazione delle Informazioni di Edificazione. Indica una metodologia per l’ottimizzazione della pianificazione, realizzazione e gestione di costruzioni tramite aiuto di un software. Analoghi strumenti di lavoro o, se vogliamo, analogo modo di lavorare, era già da anni in uso nella progettazione tecnica industriale. Automobili, aeroplani, macchinari e manufatti vari, sia virtuali che reali, venivano e vengono progettati, disegnati, modellati e sviluppati con l’aiuto della grafica digitale mediante software, la famosa tecnologia CAD, in italiano traducibile come: disegno coadiuvato dal computer.
Torna all’inizioDisegno commerciale
Anche il disegno commerciale è sicuramente all’avanguardia da questo punto di vista: ormai da decenni la produzione pubblicitaria e commerciale è passata dalla carta al pc: le presentazioni digitali hanno sostituito le bellissime, coloratissime e patinatissime brochure pubblicitarie e informative. Molte si sono trasformate nei pdf citati sopra e vengono inviate al pubblico dei destinatari per e-mail, attraverso sistemi di messaggistica istantanea o diffusi via social.
Torna all’inizioDisegno artistico
Più lentamente e con un po’ di ritardo, è passata al digitale anche la produzione grafica artistica.
Quella più prettamente artistica e ricreativa permaneva nell’ambito tradizionale di tele, pennelli, cartoncini, pennarelli, carboncini ecc. Adesso invece, già da diverso tempo, si parla di “creator”: una figura nuova che ha integrato in sé tanta della vena artistica che prima si esprimeva con la pittura ed il disegno. Adesso la creatività si esprime su tablet e pc, creando opere dal nulla o modificando immagini acquisite, sempre digitalmente, dal modo reale con fotocamere e telecamere. Disegni, meme, vignette e similari hanno affiancato video e filmati nel mondo digitale, abbandonando in parte il mondo reale della tela e della carta.
Soprattutto i più giovani ed i bambini, non sembrano avere una grande preferenza per carta, penna, matita, pennarelli e colori vari.
C’era un certo amore per questi oggetti: la bella penna, la matita particolare, gli evidenziatori.
Il piacere di disegnare e colorare con i pennarelli o con le matite è stato in parte ridimensionato e molti bambini preferiscono farlo su tablet e pc, oggetti moderni e affascinanti che hanno grande attrattiva sulla nuova “generazione digitale”. I disegni non sono più in album da colorare, ma immaggini su un dispositivo in cui vengno colorati utilizzando appositi software o app.
Per quanto riguarda il disegno artistico, e di pari passo la pittura, la produzione su dispositivi digitali è molto diversa: innanzitutto permette la correzione senza lasciare traccia di quanto fatto in precedenza e questo è quasi sempre un vantaggio, sia che si tratti di professionisti che di appassionati. Consente aggiustamenti e modifiche sfruttando le potenzialità della grafica vettoriale che i moderni software rendono accessibile a tutti in maniera trasparente e, per molti, inconsapevole. Richiede comunque una grande manualità anche se per certi versi è differente disegnare su una tavoletta grafica, su un tablet, rispetto a quello che è la tecnica necessaria per farlo su fogli e tele. Questo dipende sia dalla superfice su cui si lavora che dalla “penna”. La superfice dei dispositivi digitali ha una sensibilità diversa, anche ai tocchi accidentali o collaterali: sui fogli bisogna fare attenzione a non fare sbafature, a non lasciare segni involontari o pieghe. Su un tablet, ad esempio, si deve prestare attenzione a non toccare in punti indesiderati mentre si disegna; ciò potrebbe lasciare segni involontari o causare spostamenti dell’immagine che possono sia causare errori nelle linee tracciate che rendere inefficace il tocco perché mal interpretato dal dispositivo. Il tratto delle penne grafiche, inoltre, va gestito in modo diverso perché non sempre rispondente alle variazioni di pressione nel modo in cui ci si aspetterebbe. A ciò va aggiunto che non sempre il segno impresso segue perfettamente quello tracciato. Sicuramente incide molto la qualità dei dispositivi usati e, di conseguenza, il loro costo.
Sopra ad ogni cosa, il limite maggiore poteva essere quella che possiamo definire l’esclusività dell’opera: quella fisica è unica e irriproducibile (o quasi); al contrario, quella prodotta digitalmente può essere facilmente duplicata e replicata all’infinito. Anche per questo apestto la tecnologia ha provveduto: con l’NFT si può firmare digitalmente l’originale di un’opera, rendendola unica e certificandone la proprietà del vero, unico, primo esemplare. NFT è l’acronimo di Non-Fungible Token, in italiano gettone non fungibile o gettone non riproducibile. Rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità di un bene unico, sia esso digitale o fisico.
Torna all’inizioE noi?
Non c’è una risposta oggettiva alla domanda se sia meglio lavorare sulla carta o su uno schermo: ci sono pro e contro, come in ogni cosa. Sicuramente l’evoluzione è inarrestabile in ogni arte e lavoro e la tecnologia continuerà ad avanzare.
Tutto questo merita approfondimenti e riflessioni e la prima potrebbe essere: cosa è cambiato per noi stessi? Siamo passati al digitale o siamo rimasti attaccati alla tradizione? O alterniamo ed integriamo entrambi?
Se volete, potete scriverci per dirci la vostra.